Madonna di Campiglio

I primi documenti scritti che citano Madonna di Campiglio ne fanno risalire la fondazione all’anno 1190; a quel tempo tal Raimondo, in espiazione dei suoi peccati, decise di fondare un monastero-ospizio rivolto all’assistenza del viandante. Il monastero-ospizio crebbe in fretta; a capo vi era un priore sacerdote (tra gli altri, il priore Lombardo nel 1234, Federico nel 1292, Bartolomeo nel 1315 …). All’apice della sua parabola storica, attorno al 1450, arrivò a contare 20 monaci e 5 suore. Il monastero era ben conosciuto in regione e, grazie ai lasciti dei fedeli, raggiunse una notevole ricchezza.Dopo la sua soppressione, nel 1515, per Campiglio iniziò un lungo periodo di declino fino al 1868, allorquando Giovanni Battista Righi, un imprenditore rendenese, ne acquistò i ruderi dal Capitolo della Cattedrale di Trento, proprietario fino a quel tempo di quanto rimaneva dell’antico istituto trentino. Con Righi – fondatore dello “Stabilimento Alpino”, primo albergo moderno del paese – Campiglio rinacque a nuova vita. Giovanni Battista Righi realizzò inoltre nel biennio 1874-75, interamente a sue spese e contro il volere dei suoi contemporanei, l’attuale “strada vecchia”, prima carrozzabile in grado di unire Campiglio con Pinzolo e il resto del mondo. A Righi succedette Franz Josef Oesterreicher; con quest’ultimo Campiglio divenne, sul finire dell’Ottocento, meta privilegiata dell’aristocrazia europea e asburgica. A Campiglio giunse l’imperatrice Elisabetta d’Austria, nota come Sis


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