Foresta di Paneveggio

Gli abeti rossi costituiscono quasi il 90% degli alberi della foresta, un vasto lembo di bosco che si estende per circa 2700 ettari a ventaglio sull’alto bacino del Travignolo, tra la catena del Lagorai, le Pale di San Martino e le Cime di Bocche, a una quota compresa tra i 1400 e 2150 m. Tra di essi ne sopravvivono ancora di secolari, che possono raggiungere i 40 m di altezza,
associati all’abete bianco alle quote inferiori, al larice e al pino cembro a quelle superiori.
L’area è nota anche come la “foresta dei violini”. Ancora oggi, come un tempo il famoso Stradivari, i più rinomati liutai italiani ed europei giungono nella foresta per scegliere i migliori esemplari di abete rosso di risonanza, necessari per la costruzione delle casse armoniche degli strumenti musicali.
Possesso dei Conti del Tirolo, e quindi della Casa d’Austria, la foresta di Paneveggio passò dopo la guerra 15-18 al demanio italiano e poi, in seguito allo statuto di autonomia, alla Regione Trentino-Alto Adige e infine alla Provincia Autonoma di Trento.


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